Banche - LA commissione di istruttoria veloce (C.I.V.): un degno successore della commissione di massimo scoperto (C.M.S.)

Pubblicato martedì, 15 gennaio 2013

L’articolo contiene personali riflessioni di commento frutto di interesse scientifico dell’Autore per la materia. Ogni opinione è dunque espressa dall’Autore esclusivamente a titolo personale.

Riferimenti normativi: D.L. n. 29/2012; art. 27bis Legge 27/12; art.117 bis T.U. Bancario; Legge 214/2011;

Per molti correntisti, l’occasione di augurio di buon anno 2013 è stata offerta dalla propria banca, la quale, facendo tesoro della nuova c.i.v è riuscita nuovamente a farla franca, mascherando ancora una volta, ciò che ha tutta l’aria del classico furto bancario, con una commissione appositamente congeniata per vessare ancor più il già esanime cittadino.

E’ di questi giorni, in fatti, per coloro che sono andati in rosso sul conto corrente, la sorpresa dell’addebito sull’ultimo estratto di conto, di una nuovissima commissione che sicuramente farà molto discutere nei prossimi mesi.

Per chi non ne ha ancora sentito parlare, la c.i.v. (acronimo di commissione di istruttoria veloce) dovrebbe rappresentare la remunerazione dovuta alla banca per l’attività di istruttoria condotta a fronte di una richiesta del cliente di sconfinamento, vale a dire una sorta di compenso per l’attività valutativa eccezionale sostenuta dalla banca per consentire al cliente di utilizzare somme non precedentemente concesse.

In passato, questo tipo di rapporto veniva regolato con la corresponsione di una somma pagata una tantum dal correntista all’inizio dell’affidamento, a fronte della effettiva istruttoria svolta dalla banca per la concessione del fido, e, successivamente, con l'applicazione della famigerata c.m.s. (commissione di massimo scoperto) che veniva applicata – in aggiunta ai normali interessi debitori - in corso di rapporto ogni qual volta il correntista attingeva fondi dalla linea di fido accordata.

Questa commissione, sul massimo dello scoperto, appunto, in quanto illegale, nel 2009 era stata abolita, ma ecco che oggi ricompare per magia, più spietata e blindata di prima, sotto il bel nome, di nuovo conio legislativo, di commissione di istruttoria veloce.

Riassumo ed esemplifico, a fronte di una normativa nuovissima ma già complessa ed ad al centro di dibattiti, due sembrano, oggigiorno, le commissioni applicabili sugli sconfinamenti di conto corrente:

  1. 1. la c.d.f. (commissione di disponibilità fondi), che riguarda i conti con affidamento.
  2. 2. la c.i.v. (commissione di istruttoria veloce), che riguarda i conti senza affidamento (o con affidamento ma per gli sconfinamenti oltre fido).
  3.  

La prima tipologia di commissione andrebbe applicata qualora, già per contratto, il correntista può disporre di una somma aggiuntiva rispetto a quella presente sul c/c (c.d. fido accordato), ed è una percentuale dello 0.50% del valore del fido (esempio: su euro 10.000,00) che si paga solo per il fatto di averlo anche se resta inutilizzato.

A proposito della seconda si conosce di certo solo quando sicuramente non va applicata (la legge prevede espressamente che nulla è dovuto dal consumatore - quindi l'esenzione non riguarda il soggetto non consumatore: art. 4, comma 7 decreto CICR 30.6.2012 - se lo scoperto non supera le euro 500,00 in un trimestre per 7 gg consecutivi; oppure se lo sconfinamento è generato da pagamenti a favore della banca).

Per il resto, rimane incerto, se tale c.i.v. scatterebbe automaticamente (cioè, ogni qualvolta viene sconfinato il tetto affidato o posto in rosso il conto non affidato o solo quando, per l’importo dello sconfinamento e in relazione al profilo del cliente, la banca deve eseguire una nuovo istruttoria per valutare il rischio), così come resta incerto, se l’addebito debba applicarsi una sola volta, cioè per ogni trimestre, oppure per ogni eventuale sconfinamento nel singolo trimestre (per dare un esempio, le condizioni di contratto sino ad ora esaminato riportano tutte, più o meno, la seguente clausola: "La Banca non ha obbligo di concedere lo sconfinamento ed applica la CIV per ogni sconfinamento che concede al Cliente, a seguito di istruttoria veloce,anche in assenza di una sua richiesta formale. La CIV viene applicata una sola volta al giorno anche in presenza di più sconfinamenti nella stessa giornata.").

Vi è poi un problema pratico che rende ancora più difficile l'accertamento della legalità dei questa nuova commissione: solitamente, negli estratti conto trasmessi alla clientela, non viene rappresentata la distinzione tra saldo disponibile, contabile (data di registrazione) o per valuta (data di decorrenza degli interessi) laddove lo sconfinamento addebitabile va riferito solo al primo.

A parere di chi scrive, nulla sembra essere variato dopo il provvedimento di abolizione sulle commissioni bancarie che voleva mettere ordine e trasparenza sui costi applicati alla clientela dalle istituzioni finanziarie al verificarsi di determinate situazioni di conto.

Anzi, tutto sembra essere divenuto più confuso, e di chiaro vi è solo che dalla proverbiale padella si è finiti davvero nella brace: in passato, con la c.m.s, gli addebiti erano illegali ma, tutto sommato, sopportabili, adesso gli addebiti sono legali ma esagerati nel loro ammontare.

Tirando le somme, accadrà in futuro (come sta già accadendo in questi giorni) che i correntisti pagheranno un onere di c.i.v. (anche fino ad euro 70-80,00) per ogni sconfinamento rispetto al saldo disponibile giornaliero (che al momento, secondo la consueta modulistica, non è neppure rendicontato), anche se di importo minimo, ma solo se nuovo o incrementativo del precedente e non determinato da pagamenti a favore della banca. Lo dovranno pagare anche sugli extrafidi, mentre in precedenza non pagavano nulla!

La maggior parte della banche ha già strumentalizzato la nuova normativa a suo vantaggio, giungendo ad applicare,  per ogni sconfinamento, importi che vanno da un minimo di euro 5,00 a un massimo di euro 80,00, così ponendo in essere una condotta certamente rischiosa sotto il profilo penale, giungendo ad applicare costi oltremodo superiori ai limiti posti dalla normativa antiusura (T.E.G. - il riferimento è soprattutto al tasso effettivo globale che ne viene fuori).

La cosa vergognosa è che tutto è perfettamente legale: nel senso che lo dice la legge e lo precisa anche la delibera CICR di attuazione.

L'unica speranza che resta al correntista è sperare che il TEG trimestrale del proprio conto superi le soglie antiusura o migrare verso gli istituti di credito che non applicano la nuova c.i.v.: Barclays, Chebanca!, Creval, Fineco, Ing Direct, Intesa Sanpaolo e Iwbank.